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Il Partito Democratico attacca il Presidente della Camera
ROMA - Sul Lodo Alfano il Pd, dopo un iniziale impasse, parte all'attacco. Non va in piazza come fa il leader dell'Idv Antonio Di Pietro, ma in Aula se la prende soprattutto con Gianfranco Fini che "rivoluziona le procedure" e offende "la presidenza della Camera", come sottolinea Dario Franceschini in un accalorato intervento criticato dal Pdl. "Lei ci vuol far approvare in pochi giorni una norma - sottolinea Franceschini rivolgendosi allo scranno piu' alto di Montecitorio - che tra l'altro riguarda anche lei. Così non si offendono solo i diritti delle opposizioni, ma l'intero Parlamento e il ruolo che lei ricopre pro-tempore". "Lei - tuona il numero due del Pd in Aula sempre rivolto a Fini - offende la presidenza della Camera!". Fini ascolta e poi risponde per le rime ricordando che non ha alcun interesse personale nella vicenda e che ci sono gia' stati precedenti illustri di norme approvate in commissione e "approdate in Aula nel giro di tre ore". Anche durante le presidenze di Luciano Violante (Pd) e di Pier Ferdinando Casini (Udc). Un esempio su tutti? "La norma sul conflitto di interessi, considerata la madre di tutte le battaglie che arrivò in Aula - ricorda Fini - dopo solo tre ore che aveva ottenuto il via libera dalla commissione". Anche Veltroni parte lancia in resta contro il presidente della Camera e accusa Fini di "avallare l'esproprio delle funzioni del Parlamento" voluto da maggioranza e governo. Combattuto tra la 'piazza' di Di Pietro e la moderazione dell'Udc che da sempre definisce l'immunita' per le alte cariche "un principio ineccepibile", il Pd alla fine, dopo vari tentennamenti riesce a ricompattarsi per dire un 'no' forte e chiaro in Parlamento al Lodo Alfano. Ma per arrivare a questo ci vogliono tre riunioni, una delle quali con il segretario Veltroni a Largo del Nazareno, al termine della quale il presidente dei deputati Pd Antonello Soro annuncia ostruzionismo anche se i tempi del dibattito sono stati contingentati. "Useremo ogni mezzo a nostra disposizione", avverte comunque il capogruppo in commissione Giustizia Donatella Ferranti, "perche' la strozzatura dei tempi e' inaccettabile". La decisione di "strozzare così tanto il dibattito" sul Lodo Alfano e' una "violazione" che Pd e Idv lamentano sin dalle prime ore del mattino: da quando l'ufficio di presidenza delle commissioni Giustizia e Affari Costituzionali della Camera alle 9 decide di fissare il termine per la presentazione degli emendamenti alle 16:30 del pomeriggio. L'intenzione, infatti, e' quella di far arrivare il Lodo in Aula domani alle 15. Il Pd, prima esce dall'aula della commissione per protesta, poi ci ripensa e resta. Così come i deputati dell'Idv oggi 'guidati' in commissione da Di Pietro, che attacca il testo nel quale individua "tre abnorimita'" come quella che si consente comunque l'arresto del premier, non però il suo processo. "Quando si e' all'emergenza democratica - dichiara Di Pietro - si resta a presidiare il fronte, proprio come l'ultimo giapponese, se occorre..". Lui, il 'fronte' lo abbandonera', però, per essere alle 18 a Piazza Navona insieme a girotondini e 'liberi pensatori' che delle leggi ad personam "non ne possono proprio piu'". Proprio mentre i socialisti manifestano davanti al Quirinale per esprimere solidarieta' a Napolitano che piu' tardi sara' attaccato pesantemente da Beppe Grillo. E Di Pietro non perde occasione per attaccare il premier, prima dicendo che impone "un modello mafioso", e poi che la sua di fatto "e' una dittatura". Berlusconi dal Giappone taglia corto: "All'Italia servono i fatti e non le piazze". Pd e Idv intanto chiedono di avere piu' tempo per esaminare l'immunita' e invitano Fini a convocare una nuova conferenza dei capigruppo. Lui accetta, ma il calendario dei lavori resta così com'e'. "Ci avevano proposto di chiudere sabato, anziche' venerdì - racconta Soro - che senso aveva? Poche ore non cambiano niente". Così le due commissioni tornano a riunirsi in serata animate da un progetto ambizioso: licenziare il testo al massimo entro domani mattina, per farlo arrivare in Aula nel pomeriggio e metterlo in votazione dalle 19 in poi. Ma gli emendamenti presentati sono 305, di cui 270 solo del Pd, e l'impresa non e' semplice. ansa - (di Anna Laura Bussa) . Partecipa al Blog dimmidove . Pubblica gratuitamente i tuoi annunci entra in www.dimmidove.com