Luminarie di Sant'Antonio Abate a Santa Croce Camerina in provincia di Ragusa del 16 gennaio 2008. Nel quartiere di contrada Canestanco, così come in diversi punti del paese, si accendono ogni anno in onore di Sant'Antonio Abate, piccoli e grandi falò, un'usanza antica tramandata tra le generazioni divenuta tradizione, ma che ai giorni d'oggi ha perso la sua vera natura nonché tutta la sua popolarità.
Sant'Antonio abate chiamato anche Sant'Antonio il Grande, Sant'Antonio d'Egitto, Sant'Antonio del Fuoco, Sant'Antonio del Deserto o Sant'Antonio l'Anacoreta (251?-356), eremita egiziano, è considerato l'iniziatore del monachesimo cristiano e il primo degli abati. Sant'Antonio fu presto invocato in Occidente come patrono dei macellai e salumai, dei contadini e degli allevatori e come protettore degli animali domestici; fu reputato essere potente taumaturgo capace di guarire malattie terribili. Tutti coloro che hanno a che fare con il fuoco vengono posti sotto la protezione di Sant'Antonio, in onore del racconto che vedeva il santo addirittura recarsi all'inferno per contendere al demonio le anime dei peccatori.
Per questo, tra i molti malati che accorrevano per chiedere grazie e salute, molti erano afflitti dal male degli ardenti, conosciuto anche come fuoco di Sant'Antonio e corrispondente a due diverse malattie: l'ergotismo, causato da un fungo parassita delle graminacee, e l'herpes zoster, causato dal virus varicella-zoster (o VZV, che si riattiva nell'organismo in concomitanza con un indebolimento delle difese immunitarie a causa dell'età o patologie gravi.
I fuochi accesi in onore di S. Antonio Abate, sono espressione di una antica e profonda religiosità popolare. Il rituale segue cadenze precise rimaste immutate nel corso degli anni: la legna viene raccolta da adolescenti sin dagli ultimi mesi dell'anno precedente ai fuochi, donata dagli abitanti di ogni quartiere. Il giorno stabilito, la vigilia di giorno 17 gennaio che è San'Antonio, si allestiscono le pire in vari punti del paese. Alle ore 19 in punto al tocco delle campane (avemaria), vengono accese le luminarie, la gente raccolta attorno ai fuochi, aspetta che si consumi tutto il rogo, per poter prendere la brace ancora ardente e arrostirci sopra, soprattutto salsiccia, carne e carciofi. Punto di incontro per tutta la popolazione, non escluso un vivace spirito competitivo sulle dimensioni del falò, attorno ai fuochi si intrecciano storie, ricordi, fantasie e previsioni per il futuro.
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